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Jan 25, 2009
No CommentsPsicologia in evidenza: un primo orientamento
Mi chiamo Mario Ruocco, sono uno psicologo, psicoterapeuta e criminologo clinico. Potete clickare qui per conoscermi meglio.
In questo blog parlo della materia che più mi appassiona: la psicologia, nel tentativo di incuriosire i lettori e di convincere gli scettici. Quante volte mi sono sentito dire: "Io non ci credo, sono tutte sciocchezze"?!?
Ebbene, in questo sito potrete trovare informazioni introduttive al mondo della psicologia e della psicoterapia. Chiunque abbia domande specifiche, di ordine teorico o personale, può scrivermi senza indugio a studiodipsicologia@yahoo.it
Sarà davvero possibile curare un problema psicologico?
La risposta è affermativa. Molte persone ritengono che i problemi psicologici non possono essere curati. Hanno la convinzione che se ci sono insicurezze, ansie, timori, bizzarrie del pensiero o umori tristi, questi sono destinati a permanere per sempre, se non a peggiorare. In un certo senso queste persone credono nella immutabilità della psiche, pensano che la peronalistà non può essere soggetta a cambiamenti.
In realtà è vero proprio il contrario. Probabilmente non esiste niente di più plasmabile della mente e, con essa, del cervello: miliardi di cellule che parlano tra loro in tempi rapidissimi e che modificano il loro stato attimo per attimo, senza che noi ce ne accorgiamo. Il cervello è capace di elaborare informazioni anche al di fuori della nostra coscienza. Il nostro sistema nervoso centrale, pertanto, va ritenuto come un qualcosa di molto complesso e molto sensibile agli stimoli esterni.
Ebbene, anche quando la persona si trova nella disperazione più profonda, non vede altro che buio innanzi a sè, si sente sola, o è pervasa dall'ansia, o soffre di chi sa quale altro problema psicologico, in tutti questi casi possiamo fare qualcosa, a condizione che la persona accetti di essere aiutata ed apra il proprio mondo interiore al confronto con un'altra persona.
Chi ha problemi psicologici non è un debole
Non ritengo che la persona che riconosce i suoi problemi psicologici sia una persona debole, tutt'altro. Ritengo che essa sia una persona coraggiosa, perchè trova in sè la forza di affrontare i propri limiti e qualche volta tutto questo può incutere timore.
Spesso, potrebbe essere più comodo far finta di niente, convincersi che tutto vada bene, accettare dei compromessi esistenziali, pur di non riconoscere a se stessi che esiste un problema.
Attenzione, però! In questo genere di compromessi mettiamo in gioco una parte di noi, rinunciamo ad una fetta della nostra personalità, e non ci accorgiamo che ci amputiamo di qualcosa che ci appartiene, rendendoci più poveri, solo perchè non troviamo il coraggio di guardarci dentro. Un prezzo molto caro per ottenere una finta serenità!
Psicologia e psicoterapia: quale la differenza?
Puliamo subito il campo da alcuni dubbi molto diffusi: la psicologia non è solo psicoterapia. Possiamo dire che la psicoterapia è una "psicologia applicata": la psicologia può essere ritenuta una disciplina di base, il cui sviluppo fornisce le conoscenze da applicarsi alle discipline applicate o specialistiche. La psicoterapia è una di queste, ma non è l'unica psicologia applicata. Altre psicologie applicate, per esempio, sono la psicologia del lavoro, la psicologia forense, la psicologia di comunità, ecc.
In questo blog parleremo soprattutto di psicoterapia.
Psicoterapia e psicanalisi: sono la stessa cosa?
Un altro grande dubbio molto diffuso riguarda la possibile sovrapposizione tra psicoterapia e psicanalisi: ebbene, la psicoterpia non è solo psicanalisi. Ci sono tanti tipi di psicoterapia che si differenziano per tecniche, filosofia di riferimento, metodi di intervento, ecc.. Nello specifico la psicanalisi è una corrente di pensiero che nasce con Freud. Altre scuole di pensiero riguardano per esempio la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia costruttivista oppure la psicoterapia umanista.
Io aderisco alla psicoterapia umanista Centrata sulla Persona: il mio autore di riferimento è Carl Rogers, al quale peraltro ho dedicato un'associazione culturale, con sede a Firenze, denominata Studi Umanistici Rogersiani.
L'assocciazione organizza corsi che promuovono la teoria di Carl Rogers.
Che rapporto c'è tra la psichiatria e la psicoterapia?
Un altra fonte di confusione riguarda la differenza tra psicoterapeuta e psichiatria: la psichiatria è una branca del sapere medico. Non si diventa psichiatri se prima non si è conclusa una facoltà in medicina. In quanto medico, lo psichiatra somministra psicofarmaci, ovvero farmaci che hanno la capacità di raggiungere il cervello e di modificarne il funzionamento.
Lo psicologo psicoterapeuta non somministra farmaci, ma per la verità non ha nessun interesse a farlo, perché si interessa alla persona limitandosi all'uso della parola, aiutandolo quindi a perlustrare il proprio mondo interiore.
IMPORTANTE! Non è assolutamente vero che lo psicologo psicoterapeuta si sente rivale dello psichiatra o viceversa: tutt'altro, lo psicoterapeuta e lo psichiatra collaborano sul medesimo caso, ciascuno dando il proprio contributo secondo il percorso formativo personale.
Il ruolo dello psicoterapeuta nella società moderna
La figura dello psicoloterapeuta è spesso vista in modo sbagliato. Ora sottovalutato, ora sopravvalutato, di fatto lo psicoterapeuta fa fatica a guadagnare nella nostra società la giusta visione da parte delle persone.
Che ruolo gioca lo psicoterapeuta nealla società moderna? Quale è il suo possibile contributo?
Lo psicologo non è una persona più saggia di altre, non è un santone al quale rivolgersi per risolvere i problemi. Non è neanche una persona che in possesso di chissa quale strumento strategico sappia capire tutto al volo, al limite col solo sguardo, come molti invece ritengono. Non è neanche vero che davanti ad uno psicologo dobbiamo stare attenti come si parla per evitare la sua diagnosi! Se così fosse, quello psicologo non sarebbe un buon professionista.
Nessuno ha la verità in tasca.
Piuttosto lo psicoloterapeuta è una persona che, in quanto professionista, agisce nel solo interesse della persona in difficoltà.
Il professionista aderisce ad un codice deontologico, dal quale non può prescindere per nessun motivo. Il suo ruolo nella società è di aiutare le persone a diventare consapevoli di se stessi, di prendere quindi contatto con le prorie emozioni e i vissuti personali: di crescere quindi in termini di autoconsapevolezza, di ridurre le aree oscure alla propria coscenza e di aumentare la capacità di capire se stessi.
Per informazioni: studiodipsicologia@yahoo.it


